Dimmi se la guerra ha un senso
Lo scrittore brianzolo Eugenio Corti, protagonista della tragica ritirata di Russia del 1942/1943, ha vissuto il mistero del male guardando negli occhi Dio e l’uomo
Lo scrittore brianzolo Eugenio Corti, protagonista della tragica ritirata di Russia del 1942/1943, ha vissuto il mistero del male guardando negli occhi Dio e l’uomo
Biblioteca Sormani. A 80 anni dalla spedizione italiana in Russia, artisti e scrittori la raccontano nella mostra “Naufraghi in un mare di neve”. Dipinti, disegni, lettere e scritti per documentare le vicende della spedizione in Russia nel ‘42 e il dramma della ritirata dell’esercito italiano nel ‘43.
La mostra è allestita sullo Scalone d’Onore di Palazzo Sormani fino al prossimo 4 febbraio, ingresso gratuito.
Davanti a così insostenibili orrori noi, anziché fare disquisizioni e ragionamenti, avremmo semplicemente voluto che Dio intervenisse, e impedisse, lì sul momento, all’uomo – anche a me… a tutti gli uomini coinvolti – di continuare a operare il male. Siccome non lo faceva, noi finivamo col vedere soltanto questo: che Egli non lo faceva.
I più non ritornano è una testimonianza e un memoriale: Corti vuol strappare alla dimenticanza questi brandelli di storie individuali e collettive. Non potendo dar loro sepoltura, egli vuole perpetuare il ricordo dei suoi compagni morti: ci sono in questo libro figure indimenticabili come quella di Zoilo Zorzi, il giovane ufficiale veneto che prende congedo con eleganza dai suoi commilitoni e dalla vita: Corti vuol salvare lui e gli altri da quell’altra forma di morte che è l’indifferenza.
Per secoli la filosofia ha cercato, senza successo, di trovare un senso alle vicende degli uomini. Finalmente il cristianesimo elabora una compiuta teologia della storia, che ispira tutta la letteratura occidentale. Eugenio Corti è...